La rabbiosa lettera di Lincoln

Cosa può insegnarci il presidente Abraham Lincoln sulla Rabbia?

Stai per leggere una delle storie più significative sull’argomento.

La Lettera di Lincoln

Battaglia di Gettysburg, 4 Luglio 1863, momento decisivo della guerra di secessioni americana.

Il generale Robert E. Lee iniziava la sua ritirata, mentre una violenta tempesta infuriava su tutta la ragione, la piena del fiume Potomac lo rendeva un luogo impervio, impossibile da attraversare. Lee era in trappola e senza possibilità di fuga.

L’esercito dell’unione aveva una occasione d’oro.

Lincoln afferrò immediatamente l’occasione e ordino al Generale George G. Maede di attaccare Lee immediatamente, senza riunire alcun consiglio di guerra.

L’esitazione di Maede

Maede fece tutto il contrario. Riunì il consiglio di guerra e esito fino a che Lee riuscì a mettersi in salvo con la sua truppa già decimata oltre il Potomac.

Lincoln era furioso!

Maede l’aveva fatta proprio grossa. Poteva porre fine alla guerra e invece in questo modo si sarebbe prolungata a tempo indeterminato.

Fu così che Il presidente degli stati uniti prese carta e penna e iniziò a scrivere le parole più dure che abbia mai formulato per un’altro essere umano.

Maede e La lettera di Lincoln

Cosa pensate abbia fatto George G. Maade ricevuta la terribile lettera del suo presidente?

Assolutamente nulla, perché non la ricevette mai.

La consapevolezza di Lincoln

Lincoln ci aveva visto lungo, scrisse la lettera preda dell’ira ma senza spedirla.

La lettera fu ritrovata solo dopo la sua morte tra gli scaffali del suo ufficio.

Il presidente sapeva benissimo che critiche e recriminazione non servono a nulla.

Spesso spiego che pensare che questo tipo di azione aggressiva e avvelenata possa produrre qualcosa di buono è come pensare che tirando una pietra in testa a un individuo questo la schivi e questa prenda casualmente un albero di mele, facendone cascare una tra le vostre mani.

 

Quando dobbiamo ricordarci di applicare l’insegnamento di Lincoln?

La rabbia è qualcosa che riguarda tutti, inutile prendersi in giro ed è nella sua natura portare all’azione, nei modi più cretini e illudendoci che questo possa perfino avere un esito positivo! Esilarante.

Basta fare un giro su facebook per sbalordirsi della quantità di odio, rabbia e veleno gratuiti scritti tra i vari commenti tra persone che non si conoscono e chissà quanto altro inutile veleno viene scritto e riversato “all’altro” nei messaggi privati.

Una quantità abominevole di menti avvelenate che passano il loro tempo a recriminare, criticare e squalificare il prossimo.

Guardiamoci intorno sui social, nei giornali, nelle nostre relazioni amicali e amorose, con i nostri genitori. Quante parole aggressive ci saremmo potuti risparmiare? Quanto veleno avremmo potuto risparmiare alle nostre menti?

Non siamo assurdi a prendercela con cose inanimate come il computer, i termosifoni.

Non siamo assurdi a riversare veleno su chi amiamo più al mondo?

Non siamo assurdi ad allontanare e ferire chi vorremmo più vicino?

Bisogna prendere una decisione radicale.

Mai più avvelenarsi e riversare veleno verso il prossimo.

Mai più parole aggressive verso chi amiamo.

Mai più aggressivi verso sconosciuti, amici e parenti.

Mai più recriminare, criticare e squalificare.

Mai più produrre in noi rabbia e veleni vari inutilmente.

Impariamoci a pensare prima di pensare.

Impariamo a contare fino a dieci prima di dire o fare.

Votiamoci alla gentilezza.

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