Dipendenza sensoriale, ti riguarda?

La domanda più curiosa che amo porre ai giovanissimi con cui lavoro è sicuramente questa:

Chi è Aza Raskin?

Nessuno di loro sa la risposta, eppure, questo signore ha condizionato il loro tempo e le loro vite più di quanto loro possano immaginare.

Arriviamo al dunque.

Aza Raskin è l’inventore dell’infinite scroll.

Definiamo Infinite scrolling una tecnica di web design che carica continuamente contenuto allo scorrere della pagina, eliminando il bisogno di paginazione.

Il lettore attento esclamerà: Caspita allora faccio utilizzo dell’invenzione del buon Aza ogni giorno!

Esattamente.

Basta scorrere la home di facebook qualche secondo per vedere caricati continuamente allo scorrere della pagine nuove contenuti.

 

L’utente social potrebbe aggiungere: Anche instagram funziona allo stesso modo!

Certamente, come twitter, pinteret e ogni altro social network che si rispetti!

Prima di andare avanti, per rinfrescarsi rapidamente la memoria, invito il lettore a navigare su youtube a viversi qualche secondo consapevole di infinite scroll.

https://www.youtube.com/results?search_query=suono+mare

Fatto?

La navigazione attraverso l’infinite scroll è intuitiva, veloce, snella e piacevole. Estremamente semplificata. Bene, ora che sei pienamente consapevole dell’infinite scroll, potrai facilmente riconoscerlo e difenderti.

Difendersi dall’infinite scroll?

Non cadiamo dalle nuvole.

Lo stesso Aza dichiara: “Se avessi saputo le conseguenze portate dalla mia invenzione, avrei preferito non averla inventata.”

La verità è che senza infinte scroll nessuno dei social network menzionati fino ad oggi sarebbe stato così addictive.

Quali meccanismi psicologi rendono l’infinite scroll una trappola tanto pericolosa?

L’effetto della novità. Il dito scorre e il sito continua a caricare nuovi contenuti, il nostro cervello si orienta immancabilmente verso ciò che ancora non ha visto. Gli occhi si posano su i nuovi contenuti e nel nostro corpo viene prodotta dopamina, ma non facciamo in tempo ad apprezzare il nuovo che notiamo gli altre foto che si stanno caricando in background ed è così che continuiamo a scorrere come gli automi senza aver capito bene perché.

La dopamina, spesso chiamata sostanza dell’euforia, è il neurotrasmettitore che regola il circuito di ricompensa, detta in altre parole funge da rinforzo, aumentando così le probabilità che quel comportamento si ripeti in futuro. Più ripetiamo l’azione più sarà semplice e piacevole ripeterla e difficile liberarsene.

Non voglio appesantire troppo l’articolo dove volevo introdurvi il buon Aza Raskin quindi non accennerò alla degenerazione neuronale che tutto questo comporterà nelle nuove generazioni ma vi lascio con una domanda.

Ogni mattina bisognerebbe chiedersi: Voglio essere davvero così sciocco da essere vittima di quattro righe di codice?

Meditate.

Peper, E. & Harvey, R. (2018). Digital addiction: increased loneliness, anxiety, and depression. NeuroRegulation, 5(1), 3-8.

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