La sensibilità dell’anima

Erano circa sette anni fa. Tenevo un piccolo evento di gruppo per donne incinta allo scopo di guidarle ad abbandonare il vizio del fumo.

In sala erano presenti circa una decina di donne.

Ognuna di loro aveva un suo spazio per esternare come di volta in volta maturava il suo pensiero rispetto il suo vizio.

Tra i vari discorsi fatti in sala ce ne fu uno che mi colpì particolarmente.

Una donna di quasi quaranta anni, ovviamente incinta, dopo un esercizio di rilassamento dove guidavo le partecipanti a lasciare andare le parti del corpo che stavano trattenendo e a cullarsi in un piacevole rilassamento, aprì gli occhi e disse le parole più belle che avrei potuto sentire:

“Dottore credo di aver liberato un pezzo di anima.”

“Che intendi quando dici ho liberato un pezzo di anima? Cosa è successo?”

“Ho sentito chiaramente qualcosa dentro di me che mi ringraziava per quello che stavo facendo.”

“Ti ringraziava per cosa?”

“Credo mi ringrazi per quello che sto facendo, perché sto esplorando in questa direzione, è come se dopo averla chiusa in un cassetto adesso io le stia offrendo dello spazio e questa parte di me sia contenta di potersi muovere.”

“Le sue prime parole sono state queste infatti: ho liberato un pezzo di anima.”

“Esatto, è come se per tutti questi anni non abbia voluto ascoltarla e avessi creduto che il fumo mi fa stare bene. Mi sento una sciocca. Fumare fa soffrire. Le sigarette sono fonte di sofferenza, non di benessere. Adesso lo sto sentendo chiaramente.”

“Immagino grazie a questa sua parte che le sta indicando la strada.”

“Sì esatto Dottore.”

“Il suo discorso è interessante. Sembra quasi come se si fosse svegliata da un brutto sogno, dove l’avevano convinta di cose sbagliate, contrarie al benessere e alla volontà della sua anima. Lei ora sente chiaramente tutta la sofferenza derivante da questo vizio, ha capito, per questo vuole cambiare.”

“Sì dottore, lo voglio. Sento che mi sto fondendo con questa parte di me e non la lascerò mai più.”

“Sembra che lei abbia raggiunto la piena chiarezza che fumare la fa soffrire, quindi sembra che la nota affermazione del fumatore, continuo perché fumare mi piace sia una scusa ben formulata!”

“Esatto dottore. Mi sento come svegliata e sono desolata di tutto il tempo che ho perso dietro questa allucinazione.”

Fu veramente istruttivo.

Il nome di questa donna è Chiara, sarà un caso?

 

Ho sempre avuto un debole per le persone sensibili.

Non dimentichiamoci che Dante fu guidato a conoscere l’inferno e poi nel purgatorio da Virgilio (la ragione), ma per quanto il pensiero di questo fosse illuminato, non poté andare oltre.

Beatrice, anima sensibile di Dante, poté fargli conoscere il paradiso.

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