Il Fenomeno del Ghosting e l’Orbiting

Un fenomeno tutt’altro che raro.

Si parla di Ghosting quando una persona che pensiamo ci tenga a noi, amico o amante che sia, senza né motivo né preavviso, sparisce e smette di risponderci.

Il copione è più o meno il seguente:

Ci si conosce online, si parla, nasce l’interesse e si decide di comune accordo di incontrarsi.

Si chiacchiera in un pub per qualche minuto, si ride, si scherza, si sta bene. Poi si torna a casa e ci si manda qualche messaggio carino: “Sai era tanto che non mi sentivo così” “Secondo te è un caso se ci siamo incontrati?” “Sono stato/a bene grazie.”

Messaggi belli che lasciano intendere un proseguo felice della questione, eppure, a dispetto delle parole dette, baci e rapporti intimi, il lui o la lei di turno, puff sparisce.

La vittima è lasciata senza alcuna informazione a logorarsi in cerca di una spiegazione plausibile, a subire l’ignoranza del “ghoster” di turno.

Il Ghoster tendenzialmente egocentrico, presuntuoso e vigliacco preferisce sparire piuttosto che misurarsi in un confronto civile non confortevole e di come l’altro possa sentirsi non gliene frega assolutamente nulla, non si pone minimamente il problema.

Si dice: “Bé avrà capito”

Non è inquietante il modo in cui oggi si riesce a disimpegnarsi moralmente?

Basta raccontarsela un po’: “bé se non mi sente più capirà!” “Alla fine ci siamo incontrati su un sito di incontri chissenefrega!”

…e Puff si sparisce…

Il fenomeno sembra appartenere in egual misura sia agli uomini che alle donne. Una persona su due ha subito  il ghosting. Una persona su due lo ha applicato almeno una volta nella vita.

Le conseguenze del ghosting sono in tal caso molto peggio di un rifiuto perché la mancanza di informazioni con la quale è lasciata la persona è difficilmente gestibile specialmente quando si soffre di autostima o si è particolarmente presi.

Il ghosting logora.

Non è finita qui.

C’è chi va oltre e piuttosto di sparire mantiene con le vittime un legame flebile, dosa la sua presenza, sparisce e non sparisce, perché l’altro non deve scordarsi di lui o lei e decide di mantenere un filo che lascia la vittima appesa e vampirizzata.

Questo fenomeno prende il nome orbiting.

Non è meraviglioso che questi atteggiamenti abbiano un nome?

Arriviamo alla morale della favola per essere degli individui e degli internauti migliori.

L’altro deve essere sempre sempre sempre rispettato anche se conosciuto su Tinder.

L’empatia è un dono meraviglioso purtroppo non di tutti. Esercitala quotidianamente.

Se vi “Ghostano” riconoscete il fenomeno, rideteci su e  se volete fate sapere alla persona in esame che il suo comportamento ha un nome.

Sono dell’idea che il nostro spazio è limitato e prezioso, impariamo a scegliere dove investire la nostra energia: Pensieri, emozioni, azioni, parole e persone.

Non fate i fantasmi mi raccomando, rispetto.

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  1. DeWall, C., et al. 2010. Acetaminophen Reduces Social Pain: Behavioral and Neural Evidence. Psychological Sciences, 21 (7), p. 931 -7
  2. Cynthia L. Pickett, C., Gardner, W., and Knowles, M. 2004. Getting a Cue: The Need to Belong and Enhanced Sensitivity to Social Cues. Personality and Social Psychology Bulletin, 30 (9), p. 1095-1107.
  3. Leary, M. R.,Haupt, A. L., Strausser, K. S., & Chokel, J. T. 1998. Calibrating the sociometer: The relationship between interpersonal appraisals and state self-esteem. Journal of Personality and Social Psychology, 74, p.1290-1299.
  4. Hsu, D. et al. 2013. Response of the μ-opioid system to social rejection and acceptance. Molecular Psychiatry, 18, p. 1211–1217.

 

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